Intervista con Gabriele Cimmino, allenatore della nazionale

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La stagione sportiva 2016-2017 del pool Italiano ha visto entrare in scena una figura importante che, fino ad ora, non era mai stata molto considerata. Una figura fondamentale per la preparazione di atleti che mirano ad ottenere risultati di rilievo in gare nazionali ed europee. Parliamo di un coach, un preparatore atletico, mentale, un allenatore di fatto: Gabriele Cimmino, il commissario tecnico della nazionale Italiana di Pool, che segue la categoria dei Nazionali nelle varie tappe dell’Italia Pool Tour. Ecco la nostra intervista con lui.

 

Ciao Gabriele, per conoscerti meglio ti facciamo una domanda sulle tue origini biliardistiche. Come ti sei avvicinato al biliardo, quando hai iniziato a giocare?

Intervista con Gabriele Cimmino, allenatore della nazionale

Vidi un trailer del film “Il colore dei soldi” prima che arrivasse in Italia, parliamo del 1985. In quegli anni, a Genova, la mia città, frequentavo un gruppo di ragazzi fra i 14 e 18 anni, e i più grandi qualche pomeriggio della settimana sparivano dalla nostra piazzetta per andare a giocare a biliardo, solo che io davo per scontato che andassero a giocare a boccette. Finché un pomeriggio, per caso, uno di questi ragazzi mi disse: “Dai, Cimmi, vieni con noi a giocare a stecche!!!”
Entrai con questo amico per la prima volta in una sala da biliardo e appena vidi i tavoli con quel panno verde fu subito amore: da quel pomeriggio non ho più smesso…
Gabriele Cimmino

 

Quali sono stati i momenti salienti della tua carriera agonistica?

Intervista con Gabriele Cimmino, allenatore della nazionale

Ricordo benissimo quando sono salito per la prima volta sul podio, era il 1988 e mi trovavo ad Hennef - Colonia - in Germania, giocavo nella categoria Pulcini-Under 16, specialità Palla 8: arrivai al 3° posto, ma mi sembrava di avere vinto, una grandissima emozione. L’anno dopo, nella categoria Juniores-Under 18 nel 1989, riuscii a ripetere una buona prestazione, piazzandomi sempre al 3°posto. Chiaramente sapevo che sarebbe stato un po’ più difficile nella categoria superiore, e quindi anche quel terzo posto per me fu una grandissima soddisfazione. Poi, rimasi in pausa per quattro anni, dedicandomi al motocross, ma non potevo stare senza biliardo e così a 19 anni tornai a giocare a Pool. Iniziai dalla categoria più bassa e ricordo che in breve tempo, circa due anni, entrai nella categoria Master. Vinsi il Campionato italiano per due volte, nel 2001 e successivamente nel 2010, il mio ultimo anno di attività, e poi smisi di giocare. Nell’arco di questi anni, dal 1988 fino al 2010 quando ho smesso, partecipai a molti Campionati Europei facendo parte per anni della Nazionale. Entrai nel tabellone finale di quattro mondiali facendo il miglior risultato nel 2008 negli Emirati Arabi con un 17° posto. Dal 2010 faccio parte della Federazione prima come dirigente ed ora, come commissario tecnico, insegno e alleno nella mia scuola di Pool Sharpshooter.it.
Gabriele Cimmino

 

Come e quando nasce l'idea della scuola Sharpshooter?

Intervista con Gabriele Cimmino, allenatore della nazionale

Nel 2010 mi trovai a preparare Fabio Petroni per il Campionato Europeo e dovetti costruire un programma di allenamento completo e su misura per lui. Ma eravamo fisicamente lontani: io a Genova, lui a Roma, a seicento chilometri. Pensai così di utilizzare Skype in videoconferenza per praticare gli allenamenti. Questa è stata la base dell’attuale programma di Sharpshooter al quale può iscriversi chiunque, ovunque si trovi: dall'amatore al giocatore esperto.
Gabriele Cimmino

 

Parlando un po’ più nello specifico della preparazione degli atleti, che cosa manca ai giocatori italiani e perché non riescono a fare il salto di qualità?

Intervista con Gabriele Cimmino, allenatore della nazionale

Secondo il mio parere, quello che è sempre mancato in Italia è una struttura di formazione scolastica, attiva e organizzata a livello più o meno capillare in tutta la nazione.
Gabriele Cimmino

 

Qual è la differenza tra i giocatori italiani e quelli del resto del mondo?

Intervista con Gabriele Cimmino, allenatore della nazionale

Torno alla risposta precedente, e vorrei sottolineare che la formazione scolastica comprende anche un supporto di preparazione per i giocatori di alto livello, che vuol dire seguire, allenare, controllare e crescere insieme ad un allenatore. Purtroppo i giocatori in Italia, come lo sono stato io, sono stati e sono ancora, in moltissimi casi, degli autodidatti.
Gabriele Cimmino

 

Alla fine di Marzo ci sono stati i campionati Europei di Pool, e te hai seguito la squadra in quei dieci giorni. Che impressioni hai avuto durante la manifestazione?

Intervista con Gabriele Cimmino, allenatore della nazionale

Si esatto, ho seguito la Nazionale ai campionati Europei maschili e femminili in Portogallo e devo dire che sono stati 10 giorni molto intensi. Da tanti anni mancavo ad un appuntamento di questo livello e sono orgoglioso di poter seguire la squadra. Una manifestazione così lunga richiede un livello di concentrazione alto e soprattutto che va mantenuto a lungo. Non è semplice quindi avere per 10 giorni di fila i giusti equilibri che permettano concentrazione al top sempre, ci vuole allenamento mentale oltre che tecnico e di gioco. Proprio riguardo questi aspetti di allenamento tecnico e mentale sono rimasto colpito positivamente da molti giocatori Europei che hanno espresso un gioco solido per tutta la manifestazione, ed è un chiaro segno di una base di allenamento mirata ed efficace, al confronto in Italia abbiamo molto da lavorare, dobbiamo sudare perché siamo molto molto indietro. Diciamo che pian piano molti giocatori Italiani iniziano ad allenarsi, però ci vuole anche del criterio nel farlo. Con questo non voglio dire che non possiamo anche noi toglierci delle soddisfazioni, personalmente sto seguendo alcuni giocatori e vedo che i miglioramenti ci sono.
Gabriele Cimmino

 

Passando dalla nazionale Italiana Master che hai seguito a Marzo ai più giovani pupils e juniores, la prima settimana di Agosto ci saranno i loro campionati Europei, ci puoi dare delle anticipazioni?

Intervista con Gabriele Cimmino, allenatore della nazionale

Ti ringrazio per avermi fatto una domanda sui più giovani. Personalmente sono molto soddisfatto del lavoro che faccio con pupils e juniores, perché con loro si può iniziare subito con un allenamento accademico mirato.
Gabriele Cimmino

 

Ci sono già dei nomi?

Intervista con Gabriele Cimmino, allenatore della nazionale

Per quanto riguarda gli Juniores abbiamo dei ragazzi molto forti e promettenti, sono Federico Amendola di Roma che ha 17 anni e si allena al Club 70, Giulio D’Egidio di Roma di 16 anni ed anche lui si allena al Club 70, Fausto Colombini di Genova di 16 anni che si allena al 147 Billiard Accademy e Paolo Prosdocimo di 18 anni di Bigolino nella provincia di Treviso e si allena al Mari Club.
Gabriele Cimmino

 

E i pupils?

Intervista con Gabriele Cimmino, allenatore della nazionale

Per i pupils abbiamo solo due nomi confermati al momento e sono Davide Sini di Genova che ha 11 anni e possiamo dire anche figlio d’arte, si allena presso la sala di suo Padre Riccardo già Nazionale, il 147 Billiards Accademy e Alessandro Amendola di Roma che ha 13 anni e si allena al Club 70.
Gabriele Cimmino

 

Mi pare di capire dunque che con questi giovani segui un allenamento specifico, come si svolge?

Intervista con Gabriele Cimmino, allenatore della nazionale

Esattamente! Abbiamo degli appuntamenti fissi settimanali con sedute di due ore di allenamento con sharpshooter.it dove io tramite webcam li seguo e parliamo, facciamo degli esercizi, delle simulazioni di partita, delle sfide a distanza, ed in più hanno una serie di compiti a casa.
Gabriele Cimmino

 

Cosa si intende per “compiti a casa” quando parliamo di biliardo?

Intervista con Gabriele Cimmino, allenatore della nazionale

Un allenamento strutturato ha come fine quello di far migliorare la tecnica e la strategia di gioco e questo si può farlo solo esercitandosi costantemente, dunque non basterebbero solo alcune ore in webcam con me per diventare bravi. Di conseguenza dopo aver seguito le lezioni con gli allievi mi accorgo dove devono migliorare, ed in base a questo do loro degli esercizi da svolgere, che devono filmare per poi rimandarli in modo che io possa vedere i progressi e aggiornare le schede di valutazione e tutto il resto. Un pò come in una scuola quando consegni un compito e il maestro lo corregge!
Gabriele Cimmino

 

Allora possiamo aspettarci buone cose in vista dei prossimi europei?

Intervista con Gabriele Cimmino, allenatore della nazionale

Pupils e juniores sono il futuro del nostro sport, ed è con loro che dobbiamo creare le fondamenta solide sulle quali far crescere tutto il Pool Italiano. Finora non è mai successo che in Italia ci sia una scuola di biliardo radicata ed uguale per tutti. Con questi giovani, sia io che il responsabile Nazionale della seziona pool Michele Monaco, stiamo facendo un ottimo lavoro e loro sono molto promettenti. Siamo sicuri che i risultati ci saranno!
Gabriele Cimmino

 

Perché nel biliardo si fanno pochi investimenti economici e di tempo?

Intervista con Gabriele Cimmino, allenatore della nazionale

Beh, il biliardo, nella maggior parte dei Paesi, non è considerato nemmeno uno sport, e l'Italia è uno di questi. Anche a livello mondiale, all'interno del CIO - il comitato olimpico internazionale - non è riconosciuto e di conseguenza questa visone generica del biliardo si ripercuote a livello nazionale su tutto il movimento. Secondo il mio punto di vista questo potrebbe essere uno dei motivi.
Gabriele Cimmino

 

Da qualche anno a questa parte sembra che la federazione abbia dato un impronta più sportiva e uno sviluppo pian piano più capillare del pool. Quali sono gli aspetti positivi di questo programma e che cosa si può migliorare?

Intervista con Gabriele Cimmino, allenatore della nazionale

La nascita e la grande crescita della attività regionale, voluta dal responsabile Nazionale di Pool, è uno dei punti di forza, perché alimenta l'interesse nel tesserarsi alla federazione. Un altro punto di forza è appunto la scuola di biliardo, creata con il mio contributo, e gestita da istruttori qualificati e riconosciuti in ogni CSB (Centro Sportivo Biliardo), ma sotto questo aspetto dobbiamo migliorare per arrivare a una scuola solida e ben radicata.
Gabriele Cimmino

 

Sei d'accordo con l'introduzione della nuova categoria Nazionale?

Intervista con Gabriele Cimmino, allenatore della nazionale

Sì, sono d’accordo. Per una commissione tecnica, è più semplice selezionare i giocatori per le competizioni internazionali.
Gabriele Cimmino

 

Secondo te, 16 giocatori nazionali sono pochi? Potrebbe essere controproducente salire a 32 giocatori?

Intervista con Gabriele Cimmino, allenatore della nazionale

Proveremo questa linea. Ma se ci rendiamo conto che 32 sono troppi, si riporteranno a 24 oppure 16. Il minimo è 16 ed è un’ottima quota perché, come ho detto, è più facile selezionare i giocatori e gestire la preparazione ai campionati Europei.
Gabriele Cimmino

 

Gabriele, ti faccio un’ultima domanda che potrebbe anche fare sorridere… molti credono che non siamo troppo competitivi a livello mondiale perché il bel clima dell’Italia non favorisce gli sport al chiuso come il biliardo: che cosa ne pensi?

Intervista con Gabriele Cimmino, allenatore della nazionale

Ahahahah… Beh, sicuramente nei paesi nordici la gente, a causa del freddo, va meno al mare, che nel nostro bel Paese è bellissimo, e si chiude di più nei locali, di conseguenza ci sono più stimoli per il biliardo. Detto questo, non cerchiamo scuse: abbiamo ottimi giocatori, giovani in grande crescita, ogni anno facciamo passi avanti, e possiamo solo migliorare. Nonostante il sole e il mare…
Gabriele Cimmino

 

Ringraziamo Gabriele Cimmino per la cortese disponibilità a rilasciarci questa intervista e speriamo di poterlo risentire presto.
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