Mosconi Cup XXIII - L’Europa stende l'America

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Il tornado Europa si è abbattuto sugli Stati Uniti. Si è conclusa con la settima vittoria consecutiva per il Team Europe la XXIII edizione della MOSCONI CUP che si è svolta all’Alexandra Palace di Londra dal 6 al 9 dicembre 2016 con oltre duemila spettatori presenti. Lo storico scontro tra la squadra europea e quella degli Stati Uniti quest’anno si è chiuso con il risultato di 11-3 per l’Europa. I vincitori hanno portato a casa un assegno da 20.000 dollari ciascuno, mentre i runner up hanno dovuto “accontentarsi” di 10.000 dollari ciascuno.

Diviso in quattro sessioni giornaliere per quattro giorni consecutivi, il torneo vede affrontarsi nella specialità del palla 9 i dieci giocatori delle due squadre: il primo incontro è un entusiasmante team match che si gioca cinque contro cinque, poi si prosegue con doppi e singoli in modo alternato fino al Day 4, il giorno conclusivo, in cui sono previsti solamente match singoli fin quando una delle due squadre arriva per prima a 11 punti.

Quella dell'Europa è stata una vittoria netta, schiacciante, in un gioco inventato dagli americani ma ormai dominato dagli europei in questo torneo negli ultimi anni. Il trionfo ha messo in evidenza il valore di una squadra sempre in chiaro vantaggio sugli avversari statunitensi, a partire dal capitano, lo svedese Marcus Chamat, che è stato un grande riferimento e motivatore per questi “fantastici 5” fino ad arrivare al rookie del torneo, Jayson Shaw, che ha avuto il grande onore di segnare l’ultimo punto per la vittoria al primo match del Day 4. Gli altri membri della squadra europea erano il giovane campione del mondo, il ventiseienne austriaco Albin Ouschan, e gli espertissimi di questa competizione: l'olandese Niels Feijen e gli inglesi Mark Gray e Darren Appleton. Il team Usa, capitanato da Mark Wilson, era composto dal grande campione Shane Van Boening, dal “vecchio leone” Rodney “Rocket” Morris, e poi da Mike Dechaine, Justin Bergman e dal più giovane del torneo, Skyler Woodward, di soli 23 anni.

Sin dal primo giorno, è apparso subito chiaro a tutti il dominio del team Europe che si aggiudica con un “pronti via” i primi tre punti, vincendo il team match e i successivi due incontri: il doppio con Mark Gray e Albin Ouschan e il singolo con Niels Feijen. Nel quarto incontro, gli americani reagiscono e vincono il match doppio con una ottima prestazione del giovane Skyler Woodward e del compagno Justin Bergman, che si impongono per 5-1 sulla coppia Jayson Shaw-Darren Appleton. Ma l'ultimo incontro, con la vittoria di Darren Appleton su uno Shane Van Boening apparso sottotono, porta l'Europa sul 4-1.

Il trend del torneo non cambia il secondo giorno e l’Europa infligge ancora un parziale di 3-1 agli americani: le coppie Niels Feijen-Mark Gray e Albin Ouschan-Darren Appleton vincono i doppi, mentre Mark Gray si aggiudica il singolo. Nell'ultimo incontro, hanno invece la meglio gli americani con il match singolo di Rodney Morris che vince contro Jayson Shaw. Ma l'Europa resta in netto vantaggio con il punteggio totale di 7-2.

Al terzo giorno tutti si aspettano una decisa reazione del Team USA, però il Team Europe campione in carica è agguerritissimo: vuole tentare la storica impresa di agguantare il settimo titolo consecutivo, battendo il record degli USA che ne vinsero sei di seguito dal 1996 al 2001.

La partenza europea è fulminante: 3-0, grazie alle vittorie nei due match di doppio delle coppie Darren Appleton-Niels Feijen e Jayson Shaw-Albin Oschan, e al successo nel singolo di Albin Ouschan. A questo punto, l’Europa è in vantaggio per 10-2, a un passo dal match-point. Ma nell’ultimo incontro del Day 3, la coppia Mark Gray-Darren Appleton non riesce ad imporsi su Justin Bergman e Rodney Morris e gli americani vincono l’ultimo incontro della giornata per 5-4. Possono ancora sperare.

Dopo aver dominato le prime tre giornate di gioco, con il punteggio di 10-3, al Day 4 l’Europa schiera come primo singolo il rookie del torneo Jayson Shaw che deve vedersela con il più esperto Mike Dechaine. Un punto per l’Europa per chiudere i giochi, un punto per gli USA per tenere viva la speranza! La partita è molto delicata, ma a vedere i comportamenti dei due contendenti l’americano sembra molto arrendevole, mentre Shaw è calmo e sicuro di sé. Non c’è nulla da spiegare, il punteggio alla fine parla chiaro: Jayson Shaw si impone per 5-1 e porta l’Europa al trionfo, coronato anche dal successo di Albin Ouschan, decretato MVP (most valuable player, miglior giocatore del torneo) da Matchroom, titolo che nelle ultime tre edizioni era sempre andato al veterano Nils Feijen (alla sua undicesima Mosconi Cup).

E' una vittoria storica perché segna il pareggio dell'Europa nell'albo d'oro della competizione: ora, USA ed Europa sono a un totale di undici coppe a testa. Ed è evidente che il prossimo anno, a Las Vegas, in terra americana, la battaglia sarà più sentita che mai perché in palio ci sarà il sorpasso.

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