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Ronnie O'Sullivan ha battuto con il risultato di 10-6 lo scozzese Mark Allen nella finale del Campionato del Regno Unito conquistando per la settima volta il prestigioso titolo e portando a 19 il numero complessivo di titoli Triple Crown ottenuti. Un tabellone favorevole e qualche assenza importante hanno sicuramente semplificato il lavoro di The Rocket che ha battuto in ordine Luke Simmonds (6-1), Ken Doherty (6-5), Zhou Yuelong (6-0), Jack Lisowski (6-1),  Martin O'Donnel (6-1), Tom Ford (6-1) e Mark Allen (10-6). 

 


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L'ennesima stagione straordinaria, che non può non stupire tutti nonostante si parli di Ronnie O'Sullivan, forse, addirittura, la più straordinaria, iniziata con il titolo difeso e vinto allo Shanghai Master contro Barry Hawkins (che ha portato The Rocket oltre quota 10 milioni di sterline vinte in carriera, ennesimo record), poi l'English Open dove è stato fermato in semifinale da Mark Davis (ma dove è riuscito a siglare il 15° 147 della carriera, altro record), poi la vittoria al Champion of Champions nella tirata finale contro Kyren Wilson vinta 10-9 (quinta finale di fila, dove ha siglato anche 11 centoni), poi la finale persa 7-9 contro Judd Trump al Northen Ireland Open ed oggi appunto la settima vittoria in carriera nello UK Championship (e la quasi prima serie pink-red della storia).

Secondo nel ranking annuale, terzo in quello mondiale a qualche spiccio di distanza da Mark Williams. Attendiamo le sue prossime apparizione per vedere se (o quando) riuscirà a conquistare gli ultimi record che gli sono rimasti da mettere in bacheca, in primis l'ormai vicino millesimo centone della sua carriera (sempre che decida di siglarlo).

 


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Dispiacerà a molti non vederlo scendere in campo allo Scottish Open, dal quale si è ritirato nelle ore immediatamente successive alla finale di York, ma forse c'è da chiedersi se effettivamente valga la pena avere un calendario così serrato, che spreme tutti come vacche da mungere e che non lascia spazio a recuperi adeguati, riposo e preparazione. Agli appassionati farà sicuramente piacere accendere la TV e trovare snooker tutti i giorni, ma se poi, per un motivo o per un altro, c'è sempre qualche assenza eccellente forse sarebbe il caso di rallentare garantendo qualità e prestigio a tutti gli eventi in calendario.

 

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Ronnie O'Sullivan ha vinto per la terza volta in carriera il Champion of Champions battendo in una spettacolare finale terminata 10-9 Kyren Wilson. Quando "The Rocket" ha fatto la sua entrata al tavolo nel decider non ha offerto opportunità di replica all'avversario, firmando il 968° centone della sua carriera e l'undicesimo in questo evento. Un vero cannibale del panno del verde, che nonostante i suoi 42 anni continua a stupire e a vincere con una costanza incredibile.

 


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Gioca meno, seleziona con cura i tornei a cui partecipare, e vince. Basti pensare che in questa stagione ha partecipato solo a 3 eventi, disputando 14 incontri e  vincendone 13. Primo posto allo Shangai Master, terzo posto all'English Open (sua unica sconfitta stagionale contro Mark Davis) e primo posto al Champion of Champions.

Per alzare il trofeo di Coventry e le 100.000 sterline in palio lo scatenato Ronnie ha battuto, in ordine, Stuart Bingham (4-2), John Higgins (6-3), Shuan Murphy (6-3) e appunto Kyren Wilson (10-9). 

Fuori al primo turno sia Mark Selby (battuto 4-3 da Neil Robertson) che Mark Williams (battuto 4-1 da Kyren Wilson).

Oggi si riparte con il Northern Ireland Open.

 


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Neil Robertson inizia bene la nuova stagione sportiva mettendo la firma sul primo titolo ranking in programma. L'australiano è riuscito a battere nella finale del Kaspersky Riga Master l'ottimo Jack Lisowsky per 5-2, siglando anche la sua miglior serie del torneo (117 punti). Con questo risultato il numero dieci del mondo porta a 14 i titoli ranking vinti in carriera, oltre ad ottenere un trofeo ed un assegno da 50.000 sterline, che fanno sempre bene all'inizio di una stagione.

 


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La miglior serie del torneo è firmata da Liang Wenbo, un 140 realizzato al secondo round proprio contro il vincitore del torneo Neil Robertson.

Tra i "big" fuori al primo turno Barry Hawkin, Ryan Day e Luca Brecel. Al secondo turno Shuan Murphy, Liang Wenbo, Ali Carter, Marco Fu e Mark Williams. Ottima la prestazione di Stuart Carrington fermato in semifinale da Robertson (5-0), nell'altra ad avere la peggio contro Lisowsky è Stephen Maguire (5-1).

 Molte le assenze di lusso, tra le quali: Mark Selby, Ronnie O'Sullivan, John Higgins e Judd Trump.

Prossimo evento in programma il World Open dove si potrà tornare ad apprezzare almeno Mark Selby.

 

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Il numero uno è tornato. Mark Selby, che aveva dovuto fare i conti con una stagione molto sottotono e che rischiava di essere recuperato nel ranking da Ronnie O’Sullivan, si è ritrovato a Pechino dove è riuscito a vincere il secondo torneo più ricco della stagione, il China Open, che gli ha consegnato un premio di ben 225.000 sterline, grazie al quale ha riportato il divario da “The Rocket”a quasi 750.000 sterline.

 


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Oltre a sistemare una stagione non proprio entusiasmante questo risultato consegna al Crucible Theatre un Selby rinato, più determinato e libero dalla pressione di dover fare un risultato. Sarà lui, che da tre anni non cede la vetta del ranking mondiale, il favorito del torneo.

Ronnie, che ha comunque giocato la sua miglior stagione di sempre, avrà la possibilità di infrangere il record del 1.000.000 di sterline vinte in un’unica stagione solo se raggiungerà la finale di Shieffield. Impresa a dir poco complicata. A farlo fuori dal China Open ci ha pensato Elliot Slessor al primo  round, lasciando al favorito la magra consolazione di aver siglato il 14° “maximum break” della sua carriera (un 147 che varrà “solo” 21.000 sterline, perchè il premio verrà diviso poi con Bingman).

Seconda posizione per Barry Hawkins, terzi Neil Robertson e Kyren Wilson. Quinti Mark Williams, Jack Lisowski, Stuart Bingham e Tom Ford. Ding si ferma al decider del round 3 contro Kyren Wilson.

I top 10 della classifica a due anni dopo il China Open:

1

Mark Selby

1,645,275

2

Ronnie O'Sullivan

900,250

3

Ding Junhui

685,525

4

Judd Trump

639,750

5

John Higgins

604,525

6

Barry Hawkins

491,225

7

Mark Williams

486,750

8

Shaun Murphy

453,875

9

Kyren Wilson

364,250

10

Neil Robertson

356,125

 

I top 10 della classifica ad un anno:

1

Ronnie O'Sullivan

665,500

2

Mark Selby

455,725

3

Mark Williams

324,500

4

Shaun Murphy

277,000

5

Judd Trump

272,000

6

John Higgins

269,500

7

Luca Brecel

255,100

8

Ding Junhui

252,500

9

Kyren Wilson

204,725

10

Neil Robertson

202,000

 

Attualmente in corso le qualifiche del Campionato del Mondo che inzierà il 21 Aprile.

 


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La stagione d’oro di Ronnie O’Sullivan prosegue, per il fenomeno inglese arriva il quinto titolo ranking della stagione grazie alla vittoria su Shuan Murphy nella finale del Players Championship, che lo porta ad eguagliare il record di titoli conquistati nella stessa stagione sportiva, cinque appunto, fino a ieri detenuto solo da Selby, Ding ed Hendry.

Per vincere il titolo numero 33 in carriera The Rocket, che ora si trova a soli 3 titoli di distanza dal record assoluto di 36 titoli detenuto da Steven Hendry, ha battuto al primo turno Graeme Dott (6-1), nei quarti di finale Junhui Ding (6-3), in semifinale al decider Judd Trump (6-5) ed in finale Shuan Murphy (10-4). Vittoria che gli ha consegnato anche un assegno da 125.000 sterline + 5.000 sterline per la miglior serie del torneo, un 143 siglato in semifinale contro Judd Trump.

 


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Mettendo insieme I guadagni ottenuti in questa stagione da Ronnie, tra tornei ranking e non, arriviamo all’invidiabile crifra di 798.500 sterline (seconda nella storia solo al record di Selby di 928.000 sterline). E sono ancora da giocare i due tornei più ricchi della stagione, il China Open ed il Campionato del Mondo.

Se arrivassero risultati importanti di O’Sullivan anche in questi eventi sarebbe possibile vederlo conquistare anche quel record ed infrangere il muro del 1.000.000 di sterline vinte nella singola stagione. Ma questi sono record che non sembrano interessare molto al “Razzo”, anche perchè hanno poco a che vedere con il biliardo giocato e dipendono quasi esclusivamente dal numero di eventi stagionali e dai loro montepremi.

Lui rimane concentrato sui record che può in qualche modo controllare e mantenere nel tempo. In primis arrivare a siglare il millesimo centone in carriera e riuscire a sfilare dalle mani di Hendry il record di titoli vinti in carriera. Se poi dovesse arrivare anche una vittoria al Crucible quest’anno, impresa tutt’altro che facile anche per un Ronnie in grande forma, allora il genio inglese potrebbe fare un pensierino anche al record di mondiali vinti in carriera, perchè si porterebbe ad una sola lunghezza di distanza da Hendry, che ne ha raccolti in carriera ben 7. Ma vincere 2 mondiali dopo I 40 anni è molto più che un’impresa improbabile.

 


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Murphy, che non ha giocato il suo miglior snooker anche a causa di alcuni “acciacchi”  fisici con cui è costretto a fare I conti, ha perso la sua quarta finale stagionale su quattro giocate.

Mark Selby perde al primo turno contro un rimato Rayn Day, vincitore degli ultimi due eventi precedenti il Players Championship (Gibraltar Open ed il Romanian Masters), e se le cose continueranno ad andare così come sono andate da inizo anno potrebbe perdere entro la fine dell'anno il primo posto nel ranking, cedendolo a Ronnie dopo tre anni di incontrastato dominio.

 

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Ancora Ronnie! L'indomabile genio inglese domina il Ladbrokes World Grand Prix concludendo in finale con una schiacciante vittoria sul numero uno cinese Ding Junhui (10-3). The Rocket continua a macinare record su record e se fino allo scorso anno la maggior parte degli addetti ai lavori lo davano sulla via del tramonto, e individuavano in Mark Selby colui che avrebbe monopolizzato il circuito negli anni a venire, oggi praticamente tutti sono costretti a ritrattare e a scegliere posizioni più caute. Il "ragazzaccio" inglese, profeta dello snooker televisivo, sta facendo impazzire tutti. Di nuovo.

A 42 anni si concede la sua miglior stagione snookeristica di sempre, con 4 titoli vinti (English Open, Shangai Master, UK Championship e World Grand Prix) a cui si sommano altre due finali (Hong Kong Masters e Champion of Champions) e tre quarti di finale (China Championship, Scottish Open e Masters) per un prize money complessivo di ben 658,500 sterline, per un totale di circa 60 centoni siglati. E la stagione non è ancora finita, ci sono ancora 5 eventi ranking a calendario tra i quali il China Open (che quest'anno porterà il montepremi a 1.000.000 di sterline) e, soprattutto, il World Championship con una prima moneta da 425.000 sterline. E se Ronnie riuscisse ad arrivare all'appuntamento di Sheffield nelle migliori condizioni di forma fisica e mentale chissà cosa potrebbe accadere. Certo è che una sua eventuale vittoria a maggio al Crucible Theater metterebbe la parola fine ad ogni contesa tra gli appassionati di snooker su chi sia il più forte giocatore di snooker mai esistito.

 Per ora godiamoci questa nuova versione di O'Sullivan e speriamo che possa continuare a regalarci grandi emozioni.

 

Top 10 (World Ranking)

1 Mark Selby 1,436,525
2 Ronnie O'Sullivan 820,250
3 Judd Trump 704,250
4 Ding Junhui 673,425
5 John Higgins 540,050
6 Mark Williams 435,250
7 Shaun Murphy 428,900
8 Barry Hawkins 402,225
9 Mark Allen 400,450
10 Marco Fu 371,150

 

 

Top 10 (1 year list)

1 Ronnie O'Sullivan 525,500
2 Mark Williams 264,000
3 Judd Trump 239,500
4 Luca Brecel 237,600
5 Shaun Murphy 222,000
6 Mark Selby 218,225
7 Ding Junhui 217,000
8 John Higgins 178,500
9 Mark Allen 169,000
10 Kyren Wilson 139,725

 

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Mark Allen ha espugnato l’ Alexandra Palace ed ha messo le mani, per la prima volta in carriera, su un evento Triple Crown, battendo nella finale del Master di Londra Kyren Wilson con il punteggio di 10-7. Il numero 8 del ranking è riuscito a giocare uno snooker ad altissimo livello per tutta la settimana riuscendo ad eliminare in ordine Luca Brecel, Ronnie O’Sullivan e John Higgins prima di affrontare in finale il ventisettenne di Kettering. Dall’altra parte del tabellone Wilson ha portato a casa le vittorie contro Barry Hawkins, Mark Williams e, soprattutto, quella contro Judd Trump sul quale ha operato un’ incredibile rimonta dal 5-1, riuscendo a vincere 6-5 al decider.

Per entrambi I finalisti si è trattato della vincita in denaro più alta mai raggiunta in carriera, 200.000 sterline per il vincitore del Paul Hunter Trophy e 90.000 sterline per il runner-up.

Con la vittoria del Master, che rimane il torneo ad inviti più prestigioso dello snooker, Mark Allen conquista definitivamente un posto tra i grandi interpreti dello snooker contemporaneo ed in parte conferma le voci che da sempre lo pubblicizzano come miglior giocatore nordirlandese dai tempi dei grandi Alex Higgins e Dennis Taylor.
Rimangono con l’amaro in bocca i fan di Ronnie O’Sullivan che, dopo l’incredibile esordio contro Marco Fu nel quale aveva sfiorato la perfezione piazzando 3 centoni 2 serie da 75 e un mezzo centone (6-0 il risultato finale del match), non è riuscito a replicare la prestazione contro Allen.

L’attuale numero uno del ranking Mark Selby non brilla ed è fuori già al primo turno contro Mark Williams che, sotto 5-3, riesce a ribaltare il punteggio e ad aver la meglio al decider.

 

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Incredibile finale a Glasgow. Neil Robertson è riuscito a battere Cao Yupeng nell’entusiasmante finale dello Scottish Open, vincendo i 5 frame consecutivi che gli hanno permesso di recuperare da uno svantaggio di 8-4 per fermare il punteggio finale sul 9-8 a suo favore.

Fa sicuramente piacere vedere un Robertson ritrovato, capace di giocare ad altissimi livelli, ma questa finale è stata tanto, se non solo, Cao Yupeng. Nel bene e nel male è stato l’outsider del torneo a fare la partita, giocando in prossimità della perfezione fino all’8-4 per poi crollare nel finale, quando la pressione lo ha sopraffatto.

Neil Robertosn che, dopo I deludenti risultati ottenuti nel corso dell’anno, era scivolato in 20° posizione nel ranking (e quindi escluso dal Master di Londra) si è allenato molto negli ultimi tempi e già nel Campionato del Regno Unito aveva mostrato incoraggianti segnali di un ritorno al suo gioco. 11 centoni nell’arco del torneo. Sale così a 13 il numero dei titoli ranking nelle mani dell’australiano, di cui ben 4 conquistati in Scozia.

Amara sconfitta per Cao Yupeng di cui abbiamo potuto apprezzare in maniera trasparente pregi e difetti. C’è sicuramente da lavorare sulla gestione della pressione, ma il gioco e la tecnica sono ai massimi livelli. A confermarlo anche la serie perfetta che è riuscito a siglare nelle fasi iniziali del torneo, il suo primo 147 in gare ufficiali. Alla fine l’ex numero 67 del mondo deve essere soddisfatto della sua prestazione generale perchè alla vigilia della gara il suo nome non era certo tra quelli papabili per una finale.

O’Sullivan chiude in quinta posizione, neutralizzato da uno scatenato John Higgins che è stato capace di esibire una delle sue migliori prestazioni di sempre, rifilando a Ronnie un secco 5-0 (55, 109, 117, 105 e 72 le sue serie).

Nel video la seconda sessione di gioco tra Robertson e Cao.

 

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